Primi anni 90, una mostra dal titolo "Manimals" del fotografo di origine cinese Daniel Lee, grazie al linguaggio dell'elaborazione digitale ci mette davanti agli occhi immagini scioccanti, che ottengono una vasta eco sul web, allora ai primi passi della sua maturità.
Tra le immagini piú significative, quelle che mostrano un verosimile aspetto degli esseri umani in differenti fasi di sviluppo della propria coscienza, da uno stadio animale originario fino allo stadio attuale e quindi a quello molto più evoluto di un futuro prossimo.
A colpire è soprattutto la mutazione dello sguardo, da quello elementare, selvatico, diffidente e istintivo dei primi ominidi, fino a quello estremamente consapevole e distante dell'umano futuro.
In cui la fronte è molto più ampia di quella attuale che ci contraddistingue, e l'espressione dello sguardo meno istintiva e più profondamente consapevole della propria identità e ruolo nel Creato.
La riflessione che mi ha stimolato questo progetto fotografico ...
Molti credono erroneamente che, anche se ignorano cos'è un Algoritmo, questo non avrà alcun effetto sulla loro vita.
Peccato per loro, perché si sbagliano di grosso.
E fra poco ti dirò perché è indispensabile che tu eviti lo stesso sbaglio.
In pochi istanti infatti potrai sapere qui di seguito:
Innanzitutto, "un Algoritmo è un procedimento che risolve un determinato problema attraverso un numero finito di passi elementari, chiari e non ambigui."
Così parlò Wikipedia.
Significa che l'Algoritmo è un sistema per calcolare la soluzione di quesiti complessi, suddividendoli in quesiti sempre più piccoli.
Fino a che i quesiti sono così elementari che non si possono ulteriormente suddividere.
Cosicché può risolverli agevolmente anche una macchina.
La quale macchina ha il vantaggio di poterne risolvere in modo istantaneo una quantità infinitamente superiore a quella del ce...
C'è un dibattito sempre aperto, che periodicamente sale all'attualità sui media anche per il grande pubblico, su cosa si può considerare Arte e cosa no.
La questione è tutt'altro che marginale. che Saper dire con sicurezza se qualcosa è arte o no è utile a tutti, molto più di quanto appaia a prima vista.
Vediamo quindi un caso concreto, per capirne di più.
Qualche tempo fa una installazione pubblica dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, impacchettò i caselli del dazio di Porta Venezia a Milano.
L'opera, dal titolo “A Friend” fu realizzata con una cortina di sacchi di juta usati per le spedizioni di merce.
E ci offre l'occasione di farci domande utili a tutti perché, come spesso ripeto, chi capisce l'arte, capisce il mondo, e non viceversa.
Ma prima una premessa: personalmente non amo le installazioni glamour.
Non amo neppure il maggior esponente mondiale delle installazioni che “coprono” l’esistente, ossia l’artista bulgaro Christo.
Preferisco le manifestazioni “eroico-simbolich...
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